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Intrecci - Chi siamoConsigli di lettura...
ROWLING J. K., Harry Potter e il principe Mezzosangue , 2005
La recensione non contiene spoiler.
Il penultimo libro della serie inizia nell’ufficio
del Primo Ministro babbano dove è attesa la visita del Ministro della
Magia Cornelius Caramell. Il babbano è visibilmente preoccupato poiché
tali incontri sono accompagnati da pessime notizie e in questo periodo ha
già troppi problemi. Caramell purtroppo informa il Primo Ministro
che gli spiacevoli e inspiegabili incidenti avvenuti tra i babbani sono
opera di potenti maghi seguaci del Signore Oscuro.
Harry invece è rintanato nella sua camera a casa degli zii in attesa
di tornare nel mondo della magia, rivedere gli amici e avere notizie su
Voldemort.
Per fortuna Harry ha abbandonato la rabbia che lo aveva seguito per buona
parte dell'anno precedente ed è un po' più maturo. Cerca il
dialogo con Silente, gli confida i suoi sospetti e i suoi appostamenti,
ma ancora una volta non viene ascoltato, eppure in passato la mancanza di
un dialogo sincero tra Harry e Silente aveva portato a conseguenze non sempre
felici lasciando il dubbio, nel lettore, che forse la situazione poteva
essere affrontata in modo diverso se entrambi si fossero confidati prima.
Harry evita di parlare di Sirius, sente la mancanza di una persona con cui
parlare e delle lettere che riceveva di tanto in tanto dal padrino. Mi sarei
aspettata un maggiore contributo da parte di Lupin, in quanto amico di Sirius
e di James, purtroppo è in missione e questo comporta lunghi periodi
di assenza durante i quali non ha modo né tempo di comunicare con
gli altri membri dell'Ordine della Fenice.
Cresce invece il rapporto tra Harry e Silente. Insieme ripercorrono la vita
di Tom Riddle, poichè solo conoscendo il proprio avversario si può
comprendere quale processo lo ha reso immortale e come sconfiggerlo. Silente
è stanco e ferito, con una mano nera e raggrinzita, tuttavia è
ancora un mago potentissimo e temuto dai Mangiamorte.
L’amicizia tra Ron, Hermione ed Harry subirà qualche piccolo
cambiamento, soprattutto a causa del risveglio degli ormoni: fioriranno
amori e gelosie che li allontaneranno e riavvicineranno a seconda delle
situazioni.
Interessante il cambiamento di Draco che, dopo la cattura di suo padre,
è stato costretto a crescere forse prendendo la strada sbagliata
o forse no.
E Piton? L'odio che scorre tra lui ed Harry è molto forte e non c'è
modo di trovare una via d'uscita. Harry continua a non fidarsi del professore,
ma è l’unico, Severus infatti, pur non suscitando la simpatia
degli altri membri dell’Ordine, gode della piena fiducia di Silente
e, di conseguenza, del rispetto di tutti gli altri.
Un nuovo professore giunge a Hogwarts, è un tipo strano, vecchio
e grasso che ama la buona tavola e si circonda di studenti intelligenti
o provenienti da importanti famiglie; aiuta i suoi protetti a trovare ottimi
lavori dopo la scuola ricevendo in cambio piccoli favori. Sinceramente preferivo
i precedenti progessori: Lupin per la bontà e l'amicizia che aveva
con James Potter; Allock, egocentrico e vanesio, riusciva a far ridere ogni
volta che entrava in scena; Malocchio Moody, il più sospettoso, sempre
all’erta in caso ci fossero nemici in agguato.
In sintesi è un ottimo libro, meno avvincente del quarto e del quinto. Lascia un po' di amaro in bocca sia il modo in cui termina l'anno scolastico sia la mancanza di spiegazioni, a lungo attese, su alcuni elementi dei libri precedenti, una per tutte: qual è il vero significato del velo? Molti lettori affermano che questo è, come il secondo, un libro di passaggio e serve per prepararci al gran finale, spero quindi che la Rowling si ricordi di spiegare le tante cose rimaste in sospeso in questo e nei libri precedenti.