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Intrecci - Chi siamo
NONNA
Piango.
Il cielo è limpido e nero, numerose le stelle; i grilli frignano
rumorosamente ed io piango.
Quindici gradini di marmo mi separano dal cielo, sono lisci e caldi,
sembrano morbidi, l’inferriata di ferro è ormai arrugginita.
Ora sono sola, ora sono davvero sola.
E’ notte- un singulto- è una notte veramente calda.
I grilli cantano ancora ed io sono qui.
Qualcuno corre ma non lo vedo.
Vorrei che si fermasse e che rimanesse qui con me; vorrei che mi
proteggesse, che diventasse me.
Quante lacrime! Ma saranno tutte mie? Non posso bloccarle.
L’angoscia mi opprime, le lacrime mi bruciano la pelle ed
il singhiozzo mi soffoca; sono stanca e vorrei smettere.
Mi vergogno, non devono vedermi piangere…
Lo stomaco è un tormento e giunge la nausea…
Non ora, non posso crollare qui, io, forte, grande, dura; vorrei
soltanto fuggire.
Dove siete? Perché ora sono sola?
Sono sfinita.
La nonna mi prende in braccio e mi stringe a sé.
Peccato che tu non sia arrivata prima, ormai è tardi…