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IL SENSO NUOVO
L’umanità emergeva faticosamente,
sul ritratto esteriore di volti resi inespressivi dalla consuetudine.
Ore undici sull’autobus, un tragitto umano obbligato verso l’Università,
sfasato leggendo "L’amico ritrovato" di Uhlman, un
regalo di Max, il mio migliore amico.
Alzando gli occhi come per istinto ancestrale, il sorriso più
sereno e spontaneo che avessi mai visto mi accolse. L’immagine
di copertina del libro nelle mie mani, mi stava offrendo un’emozione
rara, a cui risposi d’istinto. La donna era tedesca, le mostrai
il libro e mi rimandò una curiosità spontanea, come
di una ragazzina che sempre riscopre il mondo. Era di Uhlm, la città
dell'autore del libro, architetto di ambienti esterni e ora traduttrice;
conversammo sul libro, sulla Germania di quel periodo -gli anni '30-
e sul valore dell'amicizia. Parlava un italiano di accento perfetto
ma con imprecisioni lessicali. Dalle sue frasi, rese lentamente per
via della lingua, traspariva tutta la serenità interiore, rivelata
dal viso gentile e profondo, leggero e attento al tempo stesso. Sparsi
dai capelli biondi, rilucevano in lei bagliori eterei, come da sguardi
sul deserto. I lineamenti soavi del viso mi aprirono la coscienza.
L’espressione rifuggiva dal radioso o dall’interessante,
infondeva sensazioni emotive; ondate continue che provocavano una
pace interiore mai provata. Venti intensi minuti, esaltarono un mio
frammento che già il libro aveva schiuso, era il risveglio
di un altro senso...
L’Amicizia.
Postfazione
Era il 4 novembre 1998 il racconto lo trassi immediatamente dopo l’esperienza realmente vissuta, e recentemente l’ho riadattato, da flusso di pensieri quale l’avevo scritto in origine, a racconto breve compiuto, che mostra l’intreccio casuale e bellissimo, tra il libro e uno spicchio di società vissuta quotidianamente.