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Intrecci - Chi siamo
DELIRIA
C’è un altro essere che vive
in me.
È nascosto, sprofondato nei miei tessuti, disciolto nel sangue,
ancorato ai nervi. Mi intacca le ossa.
Non so di cosa sia fatto, né da dove venga. In effetti, mi accorgo
di sapere molto poco di lui. Ma sento con chiarezza la sua voce, i suoi
pensieri si intercalano ai miei. Egli parla in me, si esprime attraverso
la mia bocca.
Io parlo a volte con la sua voce, pronuncio le sue parole. Mi usa per
comunicare e io non oso opporre resistenza.
A volte dialoghiamo sottovoce, a volte urliamo e litighiamo, rivendicando
entrambi il diritto di governare la mia mente.
C’è un altro essere che vive in me.
Spesso mi tiene compagnia, mi consiglia, mi consola. Ma so che non è
me, è altro. Quando mi è entrato dentro e come?
Gli altri sostengono non sia reale e cercano di convincere anche me. Ma
io so che lui esiste, è ospite del mio corpo già da qualche
tempo; spero resti per sempre perché non potrei fare a meno di
lui.
Nemmeno lui potrebbe abbandonarmi, gli servo. Senza di me non vive, non
ha voce.
A volte dice – mi fa dire – cose senza senso.
Che cos’era prima di entrare in me?
Era dentro qualcun altro?
È uno spirito, un demonio, un cancro, un parassita, un alieno?
È la mia anima?
A volte desidero che se ne vada, per un giorno intero o per un’ora
almeno, che mi lasci in pace. Ma poi, come farei senza di lui?
C’è un altro essere che vive in me.
A volte m’inganna, sembra che se ne sia andato, non lo sento più,
allora lo derido e gli dico che finalmente sono libera di nuovo, che era
ora che mi lasciasse, ed ecco che lo sento sogghignare al mio orecchio.
Oppure mi dispero, gli domando dove si sia cacciato e come abbia potuto
abbandonarmi. Lui tace, mi tortura silenzioso, poi lo sento singhiozzare
e mi accorgo che c’è ancora.
C’è un altro essere che vive in me.
La nostra convivenza ha cominciato a crearmi problemi con gli altri che
pensano che in realtà esista solo io e lui sia frutto della mia
mente. Ma non è così.
Dicono che non dovrei ascoltarlo, loro non lo ascoltano e io so bene perché
lo fanno. Perché lui li spaventa, li scandalizza. Ecco perché
poi credono che io sia malata, ecco perché dicono che devo prendere
dei farmaci.
Lui detesta i farmaci e a volte riesce a convincermi che non ne ho bisogno.
C’è un altro essere che vive in me.
È un assassino, mi ucciderà.
Aiuto.