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Storico

La passione di Cristo (Azadeh)

Titolo originale: The Passion of the Christ

Nazione: U.S.A. Anno: 20004

Genere: Storico/Religioso

Regia: Mel Gibson

Sceneggiatura: Benedict Fitzgerald e Mel Gibson

Cast: Jim Caviezel(Gesù), Maia Morgenstern(Maria madre di Gesù), Monica Bellucci(Maria Maddalena), Claudia Gerini(Claudia moglie di Pilato), Rosalinda Celentano(Satana), Sergio Rubini(Dismas)


È probabile che il film di Mel Gibson sulle ultime ore di vita di Gesù Cristo sia ricordato più per le polemiche e i dibattiti di cui è oggetto che non per l'incisività della pellicola.
Personalmente sono andata a vederlo perché da sempre sono interessata ai film che trattano la storia di Gesù, tema che suscita inevitabilmente vespai. Il fatto che molti l’abbiano giudicato eccessivamente truculento e di cattivo gusto non m’interessava, non ho voluto farmi influenzare nel giudizio. Per una che è stata abbagliata dal fascino di “L’ultima tentazione di Cristo” di Martin Scorsese (scomunicato dalla C.E.I., n.d.r.), profondamente toccata e deliziata dalla versione cinematografica del musical “Jesus Christ Superstar” di Norman Jewison, un po’ annoiata dal melenso seppur delicato e rispettoso “Gesù di Nazareth” di Franco Zeffirelli e si è sentita colpita dall’onesta semplicità de “Il Vangelo Secondo Giovanni” di Pier Paolo Pisolini, era una prova da affrontare. Il film di Gibson è riuscito ad avvincermi, commuovermi e sbalordirmi anche, ma non ho gridato al capolavoro.


Gli aspetti curiosi sono senz’altro riconducibili alla scelta di girare il film in Italia (Cinecittà e Matera) e di far recitare gli attori in aramaico e latino, con sottotitoli nelle varie lingue del presente. A mio giudizio alcuni degli attori (tra cui figurano molti italiani) hanno offerto interpretazioni interessanti, tra questi soprattutto Jim Caviezel (tra l’altro un Gesù finalmente mediterraneo, se non nei tratti almeno nei colori), Maia Morgenstern (la Madonna) e Rosalinda Celentano (Satana, davvero inquietante). Il male e il suo principe sono spesso associati nel film a immagini di deformità, impersonati o accompagnati da nani o handicappati fisici che dovrebbero forse rimarcarne la bruttezza? Mi pare una scelta poco sensibile e scarsamente rispettosa nei confronti di chi esteriormente non è bello come i divi di Hollywood.


Molto toccanti, più che la chiacchierata scena della flagellazione – effettivamente esagerata, non tanto per la violenza che potrebbe essere verosimile, quanto per il sangue che si spreca –, le scene sul rapporto madre/figlio che vedono coinvolti Gesù e sua madre, tra i ricordi di un passato sereno e le atrocità del presente.


Il fanatismo religioso del regista però si sente in modo prepotente e si capisce che possa facilmente urtare chi non la pensa come lui! È vero che il popolo ebraico non fa una bella figura nel film (come non la fa nei Vangeli), ma i romani non sono da meno. Ma chi sono i romani e gli ebrei di duemila anni fa? Francamente non credo sia importante saperlo, siamo tutti un po’ romani e un po’ ebrei.
Un paio di critiche negative: al trucco e alla colonna sonora. Il primo risulta talvolta grossolano, specialmente per quanto riguarda il sangue; l’emoglobina sintetica utilizzata è – ahimè – palesemente diversa dal naturale sangue umano rappreso. Le musiche sono state per me la delusione più grande, in quanto sembrano una brutta copia della magnifica colonna sonora di “L’ultima tentazione di Cristo” firmata da Peter Gabriel.
Anche se il film non mi ha totalmente convinta, non sono d’accordo con chi l’ha giudicato “sadico”, “ridicolo”, “brutto” e soprattutto con chi dice che offre una lettura corporea e per niente spirituale della passione di Cristo. Il messaggio spirituale, veicolato dal sacrificio di Gesù, esempio per tutti nell’ottica del regista, è fin troppo eloquente e scuote chiunque abbia un minimo di sensibilità.

Sito web: www.passion-movie.com

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