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Titolo
originale: Timeline |
Fortezza di Castelgard, o ciò che ne
rimane, un gruppo di archeologi scava tra le rovine in cerca di reperti.
Nel lontano 1357 tra Castelgard e La Roque fu combattuta una cruenta battaglia
tra francesi ed inglesi, questi ultimi, nel tentativo di demoralizzare gli
avversari, impiccarono Lady Claire, sorella del re francese, alle mura di
La Roque, ben visibile ai soldati, a tale vista la rabbia dei francesi ebbe
il sopravvento e consentì loro di espugnare la fortezza e vincere
la battaglia.
Il professor Edward Johnston, convinto che il finanziatore degli scavi nasconda
qualche informazione segreta e che le sue sovvenzioni abbiano uno scopo
preciso, si reca presso ITC (International Technology Corporation) per ottenere
informazioni e sparisce misteriosamente.
Contemporaneamente un giovane, bardato come un cavaliere medievale e ferito dai colpi di una spada, spunta dal nulla nel deserto dove viene soccorso da un automobilista di passaggio che lo porta in ospedale. I medici non riescono a salvargli la vita e rimangono basiti delle radiografie: gli organi interni sembrano “tagliuzzati e incollati” in modo talmente anomalo che la colonna vertebrale e le vene risultano non allineate. Tuttavia essi non indagano oltre e con molta facilità restituiscono il cadavere ad un membro dell’ITC recatosi per il riconoscimento della salma.

Nel sito archeologico vengono alla luce, tra
le mura di un convento, un’antica pergamena con una richiesta d’aiuto
scritta dal professore Johnston e una delle lenti dei suoi occhiali; entrambi
gli oggetti, analizzati al carbonio 14, risultano risalire al 1357, come
si spiega il mistero? Chris, il figlio del professore, presente agli scavi,
contatta l’ITC per avere notizie del padre e viene invitato, assieme
agli assistenti del professore, a recarsi direttamente negli uffici dell'ITC
dove un gruppo di scienziati mostra loro una macchina progettata per smaterializzare
oggetti e trasportarli in altre città, tuttavia funziona in modo
anomalo trasportando gli oggetti in un luogo e in un tempo diverso da quello
desiderato: a Casterlgard nel 1357. L'istituto ha inviato nel passato un
gruppo di persone, ma durante uno degli ultimi viaggi, per un imprevisto,
il professore è rimasto intrappolato nel medioevo e viene mandata
una squadra per salvarlo. Gli assistenti e Chris si preoccupano più
della sorte del professore che dei rischi connessi a tale viaggio, solo
uno di loro si rifiuta fin dall’inizio di prender parte alla spedizione
poiché l’idea di farsi scomporre e ricomporre lo terrorizza.
Vestiti in abiti medievali, i partecipanti alla missione vengono introdotti
in una specie di macchina del tempo che ricorda un labirinto di specchi
come quelli che si trovano al luna-park. Ai viaggiatori viene occultata
parte della verità: una volta scaraventati nel medioevo, per tornare
al presente, non basterà solo pigiare un bottone del marker (un ciondolo
che indica quanto tempo hanno a disposizione prima di rientrare a casa),
occorre usarlo solo in un luogo aperto dove vi si abbastanza spazio altrimenti
si corrono gravi rischi; ma soprattutto i viaggi nel tempo non sono ancora
ben sperimentati e nei trasferimenti vi sono degli “errori”,
ossia il dna ricomposto presenta delle leggere anomalie che diventano sempre
più evidenti con l’aumentare dei viaggi al punto che si rischia
di diventare deformi nel caso in cui la macchina non funzionasse a pieno
regime.
Chris, i collaboratori del padre e tre marines vengono scaraventati nel
medioevo, nei giorni in cui infuria la battaglia tra francesi e inglesi,
così, oltre a ritrovare il professore in mezzo a tanta confusione,
dovranno riuscire a rimanere vivi, a convincere i soldati che non sono spie,
a scappare dalle prigioni dove vengono rinchiusi e a ritrovare i compagni
di viaggio che nel frattempo hanno preso strade differenti per salvarsi
o per salvare altre persone incontrate per caso.
Come se tutto ciò non fosse abbastanza pericoloso, uno dei marines,
colpito da tre frecce, toglie la sicura ad una granata, portata con sé
di nascosto, e attiva il marker trasferendo con sé nel presente la
granata che esplode mandando in pezzi la macchina. Gli scienziati hanno
appena cinque ore e mezza per aggiustare le apparecchiature prima che i
markers si scarichino lasciando per sempre i viaggiatori prigionieri di
un tempo che non è il loro.

Film accattivante, tratto da un romanzo di
Michael Crichton.
Interessante l’idea di trasferire un gruppo di patiti del medioevo
nel periodo storico che stanno esaminando con tanta cura; buona la ricostruzione
degli abiti e delle armi, spettacolare la battaglia notturna a La Roque
dove si vedono in funzione gli argani che lanciano palle infuocate verso
la roccaforte e le frecce infuocate alternate a quelle notturne assai più
pericolose perché difficili da individuare col buio. I protagonisti
passano da una fuga all’altra, in un crescendo di situazioni disperate,
coi minuti contati, si trovano e si riperdono, qualcuno ha anche il tempo
di conoscere e corteggiare Lady Claire senza sapere di modificare la storia,
altri muoiono così in fretta che quasi non ci si accorge della loro
presenza, e ogni morte viene accolta con una crescente indifferenza da parte
dei sopravvissuti, troppo impegnati a salvarsi e a tornare ai loro giorni.
Il film pone qualche interrogativo. Robert Doniger, il direttore dell’ITC,
sa quali sono i pericoli connessi all’uso della macchina del tempo
così come ignora per quale ragione tale congegno apre una galleria
temporale che conduce in un solo luogo ed in un solo tempo, in pratica manda
alla cieca delle persone senza la certezza che potranno rientrare nel presente.
Al di là dei pericoli che i singoli possono incontrare durante le
loro scorribande medievali, ciò che più terrorizza è
l’idea che la macchina scomponga e ricomponga un individuo, ossia
per un millesimo di secondo la persona cessa di esistere per “rinascere”
o essere ricostruita, ma il sistema è inaffidabile e la ricostruzione
potrebbe non essere del tutto corretta e presentare gravi problemi agli
organi interni. La distruzione parziale della macchina a causa della granata
pone un nuovo interrogativo, considerando il poco tempo a disposizione per
sistemare alla meglio i danni e tenuto conto che la macchina non potrà
funzionare a pieno regime, sarebbe opportuno lasciare i viaggiatori nel
passato, dove sono sani e vivi?
Si rimane perplessi di fronte ad alcuni atteggiamenti dei viaggiatori, sanno
che alterare il passato potrebbe avere grosse influenze sulla storia, tuttavia
non si preoccupano di ammazzare a destra e a manca i soldati che li tengono
prigionieri, di portarsi oggetti che non esistevano nel passato e di salvare
Lady Claire con la possibilità di alterare le sorti della battaglia
decisiva. Kate addirittura non si fa scrupoli a rovinare un magnifico affresco
pur di trovare un tunnel che collega il convento a La Roque, dove si trova
il professore, e pensare che proprio lei, qualche giorno prima, nel presente,
durante gli scavi al convento aveva trovato l’affresco parzialmente
distrutto ed aveva inveito contro quel disgraziato che aveva osato deturpare
in tal modo la parete.
Il film termina senza averci fornito una spiegazione plausibile sul perché uno dei viaggiatori si materializza nel deserto anziché nella macchina, né ci viene detto se gli scienziati proseguiranno gli esperimenti.