Un luogo ideale dove letteratura, arte e cinema
s'intrecciano dando vita a discussioni libere
su temi che ci coinvolgono e stimolano.

|
Intrecci Letterari

Intrecci Letterari - Torino / Email: info@intrecciletterari.it

Intrecci - Chi siamo

Cinema drammatico

La finestra di fronte (Azadeh)

Titolo originale: La finestra di fronte
Nazione: Italia
Anno: 2002
Genere: drammatico
Durata: 92'
Regia: Ferzan Ozpetek
Sceneggiatura: Gianni Romoli, Ferzan Ozpetek
Fotografia: Gianfilippo Corticelli
Cast: Massimo Girotti, Giovanna Mezzogiorno, Raoul Bova, Filippo Nigro


Giovanna (Giovanna Mezzogiorno) e Filippo (Filippo Nigro) aiutano un anziano signore (Massimo Girotti) che si è smarrito per le strade della capitale e ha perso la memoria. Vari imprevisti (e la sensibilità di Filippo) fanno sì che il silenzioso signore, che dice ai bambini della coppia di chiamarsi Simone, non venga portato al commissariato di polizia, bensì rimanga ospite della famiglia, nonostante il dissenso di Giovanna. La donna appare subito senza gioia, incatenata alla ruotine della quotidianità e a un mestiere (quello di contabile in un pollificio) che non l'entusiasma; sogna di fare la pasticcera e spia segretamente l'affascinante e misterioso dirimpettaio (Raoul Bova) dalla finestra della cucina. Proprio grazie allo smemorato Simone, nel tentativo di mettere insieme pezzi confusi del suo passato, Lorenzo (Raoul Bova) e Giovanna si conoscono e scoprono che si osservavano dalle reciproche finestre da diverso tempo e che si amano.
Filippo, insicuro capo famiglia, ma padre attento e affettuoso, passa da un mestiere all'altro ed è palesemente turbato dall'infelicità evidente della moglie.
Si scopre infine che Simone si chiama in realtà Davide, ha sofferto per la separazione dal suo amante Simone, la deportazione in un campo di concentramento, e, dopo la guerra, è divantato un formidabile pasticcere e vive in una bella casa, assistito da una donna, che egli salvò, bambina, durante il rastrellamento nel ghetto di Roma il 16 ottobre 1943. Sarà proprio il riservato e triste Davide a spingere Giovanna ad affrancarsi dal mestiere bislacco per coltivare invece la passione per l'arte bianca, mentre l'amica impicciona Emine (Serra Yilmaz) la spingerà - ma solo per una notte - tra le braccia di Lorenzo.

Nel finale del film, Giovanna cammina, come all'inizio, su un ponte di Roma, ma questa volta è sola.
Davide è morto, Lorenzo è partito, lei fa la pasticcera e ha imparato ad essere più affettuosa con i figli.

Ritroviamo in questo film dolce-amaro, alcuni temi cari al regista Ferzan Ozpetek: l'omosessualità (e i pregiudizi, la vergogna e lo scandalo o la tolleranza e la curiosità a cui dà luogo), l'intimità delle cucine (e il gusto per i piatti succulenti), il filo della memoria. La morte svela la precarità della vita umana, ma il ricordo di una persona cara è perpetuo.
Suggestiva la fotografia di Gianfilippo Corticelli.
Questo film è stato dedicato a Massimo Girotti, grande interprete del cinema italiano, morto poco tempo dopo la
fine delle riprese.

 

| torna ad inizio pagina

-TOP-

|