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Cinema drammatico

Central do Brazil (Auryn)

Titolo originale: Central do Brazil
Nazione: Brasile/Francia
Anno: 1998
Genere: Drammatico
Durata: 115'
Regia: Walter Salles
Sito ufficiale: www.centraldobrasil.com.br

Cast: Fernanda Montenegro, Marília Pêra, Vinícius de Oliveira, Soia Lira, Othon Bastos, Otávio Augusto, Stela Freitas
Produzione: Martine de Clermont-Tonnerre, Arthur Cohn
Distribuzione: Cecchi Gori Home Video
Data di uscita: 11 Dicembre 1998 (Cinema)


Dora è una maestra in pensione, zitella e cinica, e per arrotondare lo stipendio scrive lettere alla stazione di Rio per conto degli analfabeti, tuttavia si riserva di decidere, assieme a un’amica, quali lettere sono degne di essere spedite, quali di finire nel cassetto, una sorta di limbo-dimenticatoio, e quali verranno cestinate. Una donna ancora innamorata del marito nonostante da lui ricevesse solo percosse, si rivolge a Dora per scrivere una lettera all’uomo che vive in un’altra città, nella speranza che lui voglia incontrare suo figlio. Destino vuole che la donna, finito di dettar la lettera, rimane uccisa in un incidente subito fuori dalla stazione lasciando il figlio Josuè solo.
Passano i giorni, il bambino è ridotto a vagabondare per le strade e ad elemosinare il cibo, finché Dora si decide ad accoglierlo in casa pensando in un primo momento di venderlo per ricavare abbastanza soldi da permettersi qualche lusso, come l’acquisto di un televisore. Convinta dall’amica, che non apprezza il gesto, Dora andrà a cercare Josuè prima che venga adottato dalla nuova famiglia e insieme inizieranno un viaggio che li porterà a casa del padre di Josuè.

La povertà è l'elemento dominante del film. Le case spoglie, il televisore considerato un lusso, pochi soldi per permettersi il biglietto del viaggio, cibo rubato nei supermercati per poter sopravvivere. Povertà, ma anche speranza, decine di persone si mettono in fila per dettare una lettera e dare notizie ai propri cari che vivono lontano.
Dora è lo stereotipo dell’insegnante, vecchia e zitella, col cuore inacidito, che si permette di giudicare la vita altrui e di ingannare parecchi clienti non imbucando le loro lettere. Solo Josuè comprende fin da subito il carattere della donna e teme che la sua lettera non arriverà mai a destinazione, tuttavia dopo la morte della madre è costretto a fidarsi di questa donna, che considera antipatica, pur di raggiungere l’unico genitore ancora in vita.
Al termine del viaggio Dora e il bambino scopriranno un reciproco affetto che servirà per addolcire il carattere di lei. Josuè raggiungerà la casa paterna, ma al posto del genitore troverà una lettera datata sei mesi prima: il padre è partito per Rio per trovare Josuè, ma se il bambino in questo lasso di tempo fosse partito a sua volta per raggiungere il padre allora dovrà aspettarlo con pazienza in quella casa, assieme ai fratellastri che hanno perso le tracce del genitore e con esse la speranza di riabbracciarlo.

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