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Intrecci Letterari

MAGGIO 2009

SUSANNA AGNELLI: chi è costei?

E' morta al policlinico di Roma 'Gemelli' Susanna Agnelli. Aveva 87 anni. Fu un'attiva imprenditrice, una politica, una scrittrice. La sua autobiografia intitolata "Vestivamo alla marinara" (1975), best seller in Italia e all'estero fu un libro dallo strano destino. Un libro che Mario Soldati le aveva sconsigliato di pubblicare e che era diventato un bestseller da 250 mila copie.

Un attacco indimenticabile («Vestivamo sempre alla marinara: blu d'inverno, bianco e blu a mezza stagione e bianca in estate»), la fotografia di una famiglia e di un'epoca. Susanna Agnelli scriveva con una dolcezza brusca e tirava fuori dai ricordi folgoranti immagini dell'infanzia: l'istitutrice severa («Don't forget you are an Agnelli»), che rifiutava di tenerle la lucina accesa (era vietato avere paura del buio), e il mondo femminile di tate e balie («la Luisa disperata, perché il marito l'aveva abbandonata per andare in Merica»), gli innamoramenti. Tra gli altri titoli si ricordano: "Gente alla deriva" (1980), "Ricordati gualeguaychu" (1982), "Addio, addio mio ultimo amore" (1985).

Per anni ha curato una rubrica di posta intitolata "Lettere private" su un importante settimanale italiano.

 

Postato da Alekos

 

 

 

LADY FANTASY: Angelo o Demone?

Domenica scorsa sono andata a vedere ANGELI E DEMONI. Il libro l'ho comprato "solo" due anni fa e non l'ho ancora tutt'oggi letto (si si ridete ridete...... . :-)))) , e volutamente non mi ero fatta raccontare nulla sul romanzo quando era uscito perchè volevo l'effetto sorpresa..., così l'unica cosa che mi sono fatta confermre da chi ha letto il libro era come finiva...

Non sapendo nei dettagli di cosa trattasse (al di là che di mezzo c'era la chiesa) mi è sembrato più un thriller, di quelli stile TERMINATOR... La storia è accattivante ma esagerato forse nell'azione scenica. Però se si considera che c'è anche lo zampino dell'autore del romanzo nella regia del film, forse è proprio così che doveva essere. Tra di voi qualcuno che sicuramente ha letto il libro, saprà dirmelo. Ma lo leggerò anche io (prima o poi). Buoni gli effetti di riproduzione della Cappella Sistina e archivi vaticani.

Ovviamente diverso da IL CODICE DA VINCI: il film, in questo caso, l'avevo visto dopo aver letto il libro (SI SI E' PROPRIO VERO!!! :)))) - , tant'è che se non l'avessi fatto, alcuni passaggi del film non li avrei capiti bene. In Angeli e Demoni questo non mi è accaduto.

 

Postato da Lady Fantasy

 

 

CAROL ANN DUFFY - Qualche libro

L'infanzia rubata - Fabbri: Manod è una cittadina in cui piove sempre, il macellaio assicura che il fegato è vivo, vecchie signore molto miope guidano con l'acceleratore schiacciato a tavoletta e c'è un solo bambino maschio: Dylan. Quando i quadri della National Gallery di Londra vengono traslocati dentro la montagna vicino alla città, la follia sembra dilagare in un posto già stravagante: per la strada spuntano boa constrictor psichedelici, macchine spariscono nel nulla e persone che Dylan non ha mai visto felici non fanno altro che sorridere. Purtroppo all'improvviso il distributore di benzina della famiglia di Dylan fallisce. A questo punto serve il Piano Perfetto per soffia uno dei quadri nella montagna... Età di lettura: da 10 anni.

Estasi - Del Vecchio è l'ottava raccolta di poesie di Carol Ann Duffy, quasi un'unica poesia d'amore che si svela, pagina dopo pagina, per tutta la lunghezza del volume. Ciò che più affascina, colpisce e rende la raccolta differente è il rifiuto deciso dell'autrice di appiattire in categorie le innumerevoli contraddizioni dell'amore, il rifiuto di tratteggiare come solo distruttive o solo salvifiche le sue diverse rivelazioni: infatuazione, struggimento, tenerezza, passione, dedizione, rancore, separazione, dolore. "Estasi" diventa così uno studio dettagliato sulla realtà dell'amore, in tutta la sua contraddittoria complessità. Proprio nel rivelare la melodia anche nei momenti di più acuto dolore, la Duffy raggiunge un livello massimo di accuratezza dell'espressione poetica, mostrando nel contempo una limpida semplicità nell'articolazione dei pensieri. In nessuna altra raccolta la scrittrice comunica così chiaramente la sua intima convinzione che la poesia possa farsi parola di tutti.

La moglie del mondo - Le Lettere (The World's Wife) è una raccolta di poesie le cui protagoniste sono donne, vere o immaginarie, in cerca di un loro ruolo nella storia e nel mito. Sono le mogli di uomini famosi, come la signora Pilato, la signora Esopo, la signora Freud e altri ancora; oppure sono donne tradizionalmente definite tramite i loro uomini, come Dalila o Euridice. O ancora sono le immaginarie eroine di storie i cui protagonisti erano di sesso maschile, per esempio Queen Kong, le sorelle Kray, la sorella di Elvis Presley. Sono le "mogli del mondo" secondo l'efficace titolo. Tutte le poesie si configurano come autoritratti. Il monologo, da sempre una delle forme poetiche preferite da Carol Ann Duffy, in questa raccolta le permette di dare una voce distintiva e forte a ciascuna di queste "mogli" che si collegano a costruire un'affascinante rivisitazione, una versione dei fatti "dalla parte di lei". Le narratrici non si limitano infatti ad aggiungere particolari mancanti o verità nascoste alle storie già note, ma ciascuna di loro ha spesso una storia del tutto inedita da raccontare.

Postato da Alekos

 

 

CAROL ANN DUFFY - Poeta di corte

Per la prima volta in 341 anni, una donna è stata nominata poeta ufficiale del Regno Unito.

Lo ha annunciato oggi il governo britannico. Carol Ann Duffy, 53 anni, dichiaratamente lesbica, è stata scelta proprio dalla regina Elisabetta II, e prende il posto di Andrew Motion che occupava il prestigioso ruolo dal 1999, data in cui il mandato e' stato limitato a dieci anni contro la precedente nomina a vita. Il primo ministro britannico, Gordon Brown, ha reso omaggio al primo 'poeta laureato' del 21esimo secolo e quindi alla prima donna ad occupare questo incarico".

 

"Sono felicissima e credo che questa nomina riconosca il modo in cui le donne hanno cambiato il mondo della poesia nel corso degli ultimi 40 anni", ha detto la neo-poetessa reale. E' per questo motivo - ha aggiunto - che ho accettato".

La funzione di poeta reale, creata da Carlo II nel 1668, prevede un assegno annuale di cinquemila sterline (5.578 euro) e una botte di vino, l'equivalente di 600 bottiglie di sherry.

 

Postato da Alekos

 

 

 

AUGUSTO BOAL: chi è costui?

E' morto in ospedale a Rio de Janeiro, dopo una lunga malattia, il famoso regista teatrale, drammaturgo e saggista brasiliano Augusto Boal. Aveva 78 anni. E' nella storia del teatro per aver dato vita negli anni Sessanta al Teatro degli oppressi. Per il suo impegno politico fu costretto all'esilio negli anni della dittatura militare. Negli anni Settanta il cantautore Chico Buarque, anche lui in esilio, compose la canzone in forma di lettera Meu caro amigo proprio in omaggio a Boal.

Lo ricordiamo per Il poliziotto e la maschera, versione italiana del Theatre de l'opprimé, non un libro sulle tecniche teatrali ma sugli strumenti per trasformare la realtà. Può servire, quindi, ad animatori, insegnanti, militanti, educatori, conduttori di gruppi, volontari, operatori culturali, sociali e sanitari, persone qualsiasi... a quanti vogliono liberare se stessi e gli altri, da soli e con gli altri, dalle oppressioni che tutti noi subiamo senza sapere come reagirvi... Non è un testo per specialisti, ma una proposta di strumenti (giochi, esercizi, tecniche, linguaggi...) per affrontare, capire e trasformare, le nostre oppressioni...a livello corporeo, psicologico e socio-politico.
Nel Teatro dell'Oppresso, infatti, lo spettatore generico viene aiutato a liberarsi della sua passività, dai suoi freni - dal suo poliziotto - per divenire, tramite il teatro - la maschera -, soggetto-protagonista non solo del presente ma anche del futuro.
Lo spettatore capace di un atto liberatorio durante una seduta di "teatro-immagine" sarà così pronto a liberarsi della passività anche nella vita reale. Il Teatro degli Oppressi, sebbene nato nella realtà latinoamericana, si è evoluto continuamente anche rispetto a contesti diversi. Boal riesce in queste pagine ad adattare gli stessi strumenti teatrali a realtà tipiche del mondo occidentale in cui l'oppressione si fa più sottile e sofisticata, più fragile è la frontiera tra l'oppresso e l'oppressore e meno manifeste ma altrettanto gravi sono le ingiustizie.

E per Dal desiderio alla legge: Come, un po' per scherzo un po' per il caso ma un po' anche per un'incontenibile creatività, una compagnia di attori viene eletta nel consiglio comunale di una grande metropoli e il teatro diviene uno strumento per fare politica, cioè per tradurre bisogni e desideri in legge. Come nasce il teatro legislativo cioè quell'azione scenica in cui lo spettatore non solo diventa protagonista ma anche cittadino. Come si scopre che il teatro forum può convertirsi in un laboratorio per redigere collettivamente un bilancio comunale o una proposta sulla sicurezza sociale. Come, per dirla altrimenti, il teatro può trasformarsi in un veicolo di “democrazia transitiva”, cioè di partecipazione diretta e attiva, ma anche di dialogo, interazione e scambio con le istituzioni. Come non perdersi, insomma, l'ultimo sorprendente capitolo della ricerca di Augusto Boal, con cui il teatro, in tempo di globalizzazione, giunge fino ad offrirsi alla politica per declinarla con la comunità piuttosto che con il potere.

 

Postato da Alekos

 

 

 

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