
GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO 2008
Ciao Intrecciati!
Vi segnalo ancora questa iniziativa per il week-end:
Giornate Europee del Patrimonio 2008 il 27-28 Settembre ingresso gratuito ai musei d'Italia, previste iniziative in città e provincia (mi dicono che aprono il castello degli Agliè)

Per dettagli:
http://www.mondoviaggiblog.com/2008/09/24/giornate-europee-del-patrimonio-2008-il-27-28-settembre-ingresso-gratuito-ai-musei-d-talia/
http://www.fondazionetorinomusei.it/news/dettaglio_news.php? lang=1&codice= 32
Stasera invece penso che approfitterò per parlarvi un po' delle ultime mostre viste.
A prestissimo!
Postato da Auryn
PORTICI DI CARTA
Cari Intrecciati, vi segnalo due interessanti iniziative per il w-e:
- Portici di Carta: bancarelle stracolme di libri invaderanno le principali vie del centro (qualcuno ci va? Io sono libera solo domenica mattina, ma vorrei farci un salto)
http://www.porticid icarta.it/ progetto. html

vi incollo una parte del testo:
A Torino la cultura è una passeggiata
Due giorni per festeggiare i lettori
Spiega l'assessore al Turismo e Commercio della Città di Torino Alessandro Altamura: «Con Portici di Carta Torino ha inaugurato una formula nuova. Non l'ennesimo festival che va ad aggiungersi a un panorama già sovrappopolato né un replay autunnale della Fiera del Libro del Lingotto, ma una festa del libro en plein air che vede protagonista una figura fondamentale nel volano di promozione della cultura nel nostro paese: i librai. Portici di Carta porta il libro nel cuore della città valorizzandone il tessuto architettonico, storico, urbanistico e commerciale, e fin dalla prima edizione ha dimostrato una straordinaria capacità di coinvolgere le istituzioni e le categorie produttive e di attrarre tanto il lettore forte quanto quello occasionale e il non-lettore».
Suddivisa per aree tematiche, questa libreria «lunga un mondo» copre ambo i lati l'intero tratto di via Roma che collega Porta Nuova a Piazza Castello, per due chilometri complessivi. Accanto alla libreria trovano spazio alcuni corner in angoli storici di grande suggestione, che ospitano convegni, letture, incontri con gli autori, brevi momenti teatrali e musicali.
- La notte dei ricercatori: in piazza Vittorio venerdì sera succederanno cose alquanto strane!
http://www.nottedei ricercatori. it/piemonte- vda/

La Notte dei Ricercatori: la scienza fa festa in tutta Europa
26 settembre 2008 in tutta Europa
a Torino, Alessandria, Biella, Novara, Vercelli e Aosta
Non potete mancare, se volete divertirvi e conoscere da vicino il magico mondo della ricerca scientifica, questa è l'occasione buona! Se volete camminare sull'acqua, partecipare al rally della Scienza, giocare con le forze magnetiche e bere un aperitivo scientificamente speciale con stuzzichini a -195°C, in compagnia dei ricercatori e con la partecipazione straordinaria del Dr. Molecule, che darà vita all'esilarante show Kitchen Science, segnatevi la data: 26 settembre 2008 in Piazza Vittorio Veneto a Torino, e contemporaneamente ad Alessandria, Biella, Novara, Vercelli. Inoltre, l'edizione 2008 prevede il coinvolgimento della Valle D'Aosta, che organizza una serie di iniziative congiuntamente ai partner piemontesi.
Non tutti sanno che fare il ricercatore è un lavoro divertente. Gli ingredienti necessari sono la creatività e l'impegno serio e costante, come quando si gioca seriamente, e la disponibilità a girare il mondo. E' previsto anche un Concerto con una Jazz Band universitari. Anche quest'anno, per la terza volta consecutiva, il Piemonte ospita la Notte dei Ricercatori, un'iniziativa cofinanziata dalla Commissione Europea, nell'ambito del Settimo Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo Tecnologico.
Dalla fisica alla chimica, dalla biologia all'astronomia, dall'ingegneria meccanica all'economia gestionale, il pubblico di tutte le età avrà la possibilità, dal primo pomeriggio fino a mezzanotte, di diventare scienziato per una notte. Si potrà prendere parte ad esperimenti misteriosi e affascinanti, dare il proprio contributo e discutere i temi più delicati con i Tazebao della Scienza, utilizzare strumenti sofisticati, capire la magia e la bellezza della scienza e confrontarsi con il sapere scientifico contemporaneo. Le 7 città saranno inoltre animate da altre iniziative per coinvolgere il pubblico sul tema della ricerca in forma divulgativa e interattiva: mostre, laboratori e spettacoli teatrali, caffè della scienza, forum e dibattiti. Un'attenzione particolare sarà rivolta ai più giovani, con una serie di attività per avvicinarli, con approcci interdisciplinari, al settore della ricerca, tra cui il concorso fotografico Researchers Portraits. Anche i musei scientifici parteciperanno alla kermesse, prolungando fino a mezzanotte l'orario di apertura.
La Notte è organizzata da Università e Politecnico di Torino, Università del Piemonte Orientale, CentroScienza, Creativa e con la collaborazione con Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Regione Piemonte, Provincia e Comune di Torino, e la partecipazione di Telecom Italia, Istituto Mario Boella, Planetario di Torino, Museo Regionale di Scienze Naturali, Museo della Frutta, Museo di Anatomia, e molti altri enti piemontesi e valdostani attivi sul fronte della ricerca,
dell'innovazione e dell'istruzione.
La Notte è organizzata in tutta Europa dall'Unione Europea e in Piemonte e Valle d'Aosta da Università e Politecnico di Torino, Università del Piemonte Orientale, CentroScienza, Creativa e con la collaborazione di Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Regione Piemonte e Valle d'Aosta, Provincia e Comune di Torino, Alessandria, Novara, Biella e la partecipazione di molti enti piemontesi e valdostani attivi sul fronte della ricerca, dell'innovazione e dell'istruzione.
Baci baci
Postato da Auryn
SAGGISTITE
Questa estate complice un viaggio insolitamente tranquillo, ho cercato di curare la saggistite, nuova patologia che colpisce chi legge libri solo di saggistica e poco altro.
Ormai da diversi anni ne sono colpito e ho cercato di curarmi tornando all'antico.
Armato del Week-end post modermo di Tondelli mi sono tuffato nel passato, ma forse non è il libro adatto visto che raccoglie i tantissimi scritti di Vittorio tra l'80 e il 90, quindi più che letteratura molte informazioni su quando eravamo ragazzi.
Il filosovietismo dei CCCP che arrivarono a cantare a Mosca, la prima computer arte con gli Apple, le mode giovanili disimpegnate esplose dopo il movimento '77, le vacanze al mare in Romagna con i macho da spiaggia, la vitalità della provincia, i viaggi di formazione in giro per l'Europa, Il progetto scrittori Under 25 che rivelava come dopo la sbornia degli anni '70 i giovani avessero bisogno di normalità...
Purtroppo però non sono guarito: vincono i saggi 5 a 1!!!
Il migliore che vi consiglio La scomparsa dei fatti di Travaglio, c'è che lo ama e chi lo odia, ma non passa inosservato. L'ultimo decennio dell'informazione prenderà nuovi significati.

Saluti a tutti!
Postato da Demian
Sogni e delitti
Torna Woody Allen e firma un nuovo film dai toni incredibilmente dark, con qualche spruzzata di ironia.
I protagonisti sono due fratelli: uno lavora nel ristorante dei genitori, ama le belle donne e le macchine di lusso ma non ha i soldi per comprarsele quindi le chiede in prestito al fratello che gestisce una carrozzeria, coltiva il desiderio di cambiare il proprio destino investendo in un grosso affare; l'altro è divorato dalla passione per il gioco, spera di guadagnare soldi facili per comprarsi una splendida casa invece finisce per indebitarsi.
La soluzione ai loro problemi? Chiedere aiuto allo zio ricco!
Lo zio è un uomo d'affari, perennemente in viaggio e con un piccolo problema da risolvere, ma a chi chiedere aiuto se non alla propria famiglia?
Woody Allen mette in scena il perfetto e cinico ritratto della famiglia moderna: bugie e segreti, affari non proprio limpidissimi, giovani che desiderano molto di più di quello che possono permettersi e tutti sembrano aver smarrito la strada e il senso della vita. Le soluzioni che
sembrano più semplici e immediate nascondono insidie inaspettate. A tratti si ride, ma a denti stretti perchè i protagonisti sembrano persone normali, di quelle che si incontrano tutti i giorni, ma le loro scelte li conducono in situazioni sempre più disperate. Riuscirà lo zio a aiutarli? O complicherà loro la vita?
Una piccola nota: il titolo originale, "Cassandra's Dream" è il nome della barca che i due fratelli decidono di comprare e il suo nome non solo fa riferimento alla tragedia greca, ma anche a un'altra opera di Allen, "La dea dell'amore", dove la storia viene raccontata da un coro, come accadeva nelle tragedie e nelle commedie greche, ma soprattutto tra i tanti coristi con la lunga tunica c'è anche Cassandra, ben nota per le sue profezie...
Che dire? Buona visione!
Postato da Auryn
NORMAN MAILER, Antiche sere - Bompiani

Norman Mailer, uno scrittore del tutto sregolato non c'è che dire, l'avete mai letta la storia della sua prima moglie che vive come una barbona da anni? L'ha abbandonata e nonostante i numerosi problemi non l'ha mai voluta aiutare, o almeno così si dice.
Ho letto un suo libro, magari non uno dei fondamentali ma comunque mi ha molto colpita ed è stata una conferma per inquadrare il tipo e sospettare che quello che si scrive e si è scritto su di lui abbia un fondo di verità. Il libro in questione è "Antiche sere", scovato a un euro nella solita mitica bottega a Trieste.
E' un tomone, lo consiglio agli appassionati sull'antico Egitto con un paio di avvertenze: è abbastanza crudo e scabroso come forse era veramente la vita nell'Antico Egitto (secondo me ha esagerato un tantino), a tratti lento in modo esasperato per i miei gusti. Comunque il libro è interessante e ben scritto non c'è che dire, il linguaggio sempre diretto, graffiante.
Postato da Azadeh
Norman Mailer
Circa un anno fa moriva Norman Mailer.
Il due volte premio Pulitzer era ricoverato al Mount Sinai Hospital di New York per problemi renali: aveva 84 anni. Fra i suoi libri capolavori come Il nudo e il morto, Le armate della notte e Il canto del boia, tutti straordinari esempi della sua disinibizione letteraria nella letteratura americana.
La sua turbinosa vita privata spesso fece la gioia delle cronache scandalistiche.

Candidato al premio Nobel per la letteratura da quasi vent'anni, due volte premio Pulitzer, Norman Mailer è il ''grande irregolare'' della narrativa americana del secondo dopoguerra. Autore di un capolavoro come Il nudo e il morto, fondatore della rivista underground ''The Village Voice'', che ha segnato la storia della controcultura degli anni Sessanta, la biografia di Mailer coincide con la sua clamorosa vicenda pubblica di intellettuale, erede del protagonismo di Ernest Hemingway.
Dopo aver partecipato alla Seconda guerra mondiale nel Pacifico, manifestò apertamente le sue posizioni politiche di dissenso: contro il maccarthismo, poi contro l'intervento nordamericano in Vietnam, poi tentando, senza successo, la vita politica come sindaco di New York. E soprattutto con tante turbinose scelte private che spesso fecero la gioia delle cronache scandalistiche: è andato all'altare sei volte e messo al mondo nove figli, si rese famoso anche come bevitore di whisky e fumatore di marijuana, per aver accoltellato una delle mogli e aver sfidato un campione di pugilato. Finì persino in carcere, ma ormai la sua fama era affermata.
Norman Mailer nacque nel 1923 a Long Branch, nel New Jersey. Cresciuto a Brooklyn, nel '39 entra all'università di Harvard e quattro anni dopo si laurea in Ingegneria aeronautica. Si arruolerà l'anno successivo. Rimarrà nell'esercito fino al 1946, esperienza che farà nascere in lui l'ossessione che lega letteratura e guerra e che lo porterà a scrivere un testo ritenuto fondamentale per la letteratura americana del secondo Novecento: ''Il nudo e il morto'' (1948), un resoconto spietato della guerra dimenticata, quella del fronte del Pacifico, che incendia gli entusiasmi dei critici, i quali gridano al miracolo sostenendo che è nato il nuovo Hemingway.
In realtà la sua non è stata una carriera facile. I suoi libri creano disagio e non raccolgono consensi, Mailer esce mestamente di scena. Tornerà prepotentemente alla ribalta nel 1968, con ''Le armate della notte'': un resoconto, fra saggio e reportage, della grande marcia pacifista sul Pentagono a Washington, grazie al quale otterrà il premio Pulitzer. Premio che si aggiudicherà per la seconda volta nel 1980 con 'Il canto del boia''.
Strafottente, controcorrente, sovversivo soltanto dall'interno del sistema, Mailer è stato un autore il cui successo è, spesso, discutibile, ma inequivocabile per quanto concerne le più notevoli tra le sue opere, senza dubbio straordinari esempi della disinibizione letteraria della letteratura americana.
Così è stato fino all'ultimo libro, ''The Castle in the forest'', pubblicato nel 2006: un volume di oltre 400 pagine frutto di dieci anni di studio, durante i quali Mailer, chiuso nella sua casa in Massachussetts, rifiutandosi di rivelare il suo protagonista perfino alla moglie, si documenta sulla giovinezza di Adolf Hitler, dipingendolo, nel libro, come figlio di un incesto, vittima delle violenze dei suoi genitori e un erotomane imberbe.
Che dire? Non si è fatto mancare niente.
Possiedo un suo libro ma non l'ho mai letto. Non so, è come se non mi attirasse, come se lo trovassi noioso senza nemmeno aver letto un rigo. Magari mi ricrederò.
Postato da Alekos
ANNA SEGHERS
Riporto questa notizia che avevo condiviso in mailing list per il semplice fatto che, a un anno dal comunicato, non ho sentito praticamente nulla sul conto della Seghers. Alla faccia dell'anno seghersiano...

Lunedì 19 novembre '07, nell'anniversario della nascita (1900) di Anna Seghers si apre l' "anno seghersiano" , che si protrarrà sino al novembre 2008 e avrà il suo momento più importante a Berlino domenica 1° giugno 2008, 25° anniversario della sua scomparsa (1983).
Anna Seghers , pseudonimo di Netty Reiling (Magonza, 19 novembre 1900 – Berlino, 1 giugno 1983) è stata una scrittrice tedesca. Sposò lo scrittore ungherese László Radványi. Dal 1928 fu iscritta al Partito Comunista e fu esule dal 1933, vivendo tra Francia e Messico. Tornò in patria nel 1947 stabilendosi nella Repubblica Democratica Tedesca. Dal 1952 al 1978 è stata presidentessa dell' Unione degli scrittori della Repubblica Democratica Tedesca, cercando di promuovere il recupero di alcuni temi, a partire da quelli legati all'immaginazione e al fantastico, all'interno della letteratura dei paesi socialisti.
Opere:
La rivolta dei pescatori di Santa Barbara
La via di febbraio
Visto di transito
I morti non invecchiano
La decisione
La forza dei deboli
Anche lì: possiedo un suo libro che non ho mai letto "La rivolta dei pescatori di Santa Barbara". Che mi sarò perso?
Bellissima questa frase che condivido e sposo in pieno!!!!!!!!!!!!!
Anna Seghers (1900-1983)
"...non sempre è facile, ma ciascuno di noi è chiamato a rispettare i sogni della propria giovinezza."
Postato da Alekos
Torino, rimembri ancor...
O... Torino capitale mondiale del libro (con Roma)
Lo ammetto: sono un po' delusa... mesi e mesi fa ho preso un depliant con tutti gli appuntamenti relativi alla manifestazione Torino Capitale Mondiale del Libro e mi aspettavo grandi cose, poi un po' per il lavoro un po' per gli impegni di vario genere non sono riuscita a partecipare a tutte le attività proposte.

Ma quello che mi delude realmente è la scarsa comunicazione: nei telegiornali regionali non si sente mai mezzo accenno agli eventi relativi a TCML, entro nelle librerie e non si nota nulla di particolare o eccezionale, neanche un piccolo depliant, niente.. nelle biblioteche poi non ne parliamo: ci sono depliant su tutto tranne che su quello.
Ma allora mi chiedo: qualcuno di voi ha partecipato attivamente ad almeno un incontro? Era interessante? Avete idea di quali siano i prossimi appuntamenti? E mentre la città festeggia un anno glorioso e prepara rassegne, mostre ed eventi che hanno come protagonisti i libri ecco che paradossalmente chiudono le grandi librerie storiche, si abbassano le saracinesche, ad uno ad uno cadono i templi del libro: la prima a chiudere fu una libreria bellissima, in piazza CNL, mai ricordato il nome, ma ho nella mente la vetrina stracolma di testi di arte, architettura e altri argomenti... al suo posto ora c'è un negozio qualunque, di moda mi pare.
L'ex proprietaria, una signora anziana che aveva una grandissima conoscenza letteraria e tanta voglia di dialogare con i clienti, trascorse l'ultima settimana a vendere di tutto, comprese le sedie, e si divertiva a parlare con chi le faceva qualche domanda, così per qualche tempo la libreria è diventata quasi un circolo letterario libero, ad orario continuo.
La proprietaria ricordava i bei tempi, quando organizzava piccoli eventi e conferenze nella sale della libreria, poi con l'arrivo dell'informatizzazione tutto è cambiato: ogni cosa va registrata sul computer, archiviata e disponibile per il futuro, attraverso programmi specifici si ordinano i testi, si gestisce il magazzino, le paghe e ogni altra attività e tutto paradossalmente costa di più, bisogna assumere personale che sappia usare i programmi, ma soprattutto per richiedere dei libri si fanno più giri, più telefonate, più costi. E proprio i costi insostenibili l'hanno costretta a chiudere.
Ma non è l'unica: anche la Lattes di via Garibaldi ha abbassato la saracinesca, aveva un'offerta letteraria differente dalla prima: a settembre c'era la fila di mamme e papà con in mano un'interminabile lista di libri da acquistare o prenotare, ma anche negli altri mesi le cose andavano discretamente, almeno così credevo... invece nessuno acquista più, preferiscono andare in piazza Castello a comprare i libri in una grande libreria di una casa editrice, lì dove il personale è assunto con contratti a progetto, pagato da schifo e fa turni con orario assurdi, lì dove le cassiere ti guardano quasi con odio perchè interrompi la loro conversazione solo per acquistare un libro o con indifferenza di chi ripone i libri negli scaffali come se fossero scatole di cereali...
Se non ricordo male una terza libreria aveva chiuso sempre nel periodo estivo, ma in questo momento proprio non mi viene in mente. Ad ogni modo, che peccato! Chiudono le librerie piccole, quelle più umane, dove quando si va a comprare un libro, si scambiano quattro chiacchiere con il personale, dove quando si chiede un'informazione si ottiene una risposta gentile, il più delle volte esaustiva, dove l'odore dei libri freschi di stampa si fonde con quello del legno degli scaffali e chiudendo gli occhi si può fin immaginare di trovarsi per qualche secondo all'inizio del secolo scorso... che peccato!
Rimangono una manciata di librerie a conduzione familiare e speriamo che sopravvivano!
Postato da Auryn
PUGNI - Pietro Grossi - Sellerio
Incuriosito dal clamore suscitato, ho ben pensato di attendere l'uscita in qualche Mercatino. Scovato a 3 euro (troppi) un esemplare veneziano del medesimo (il fondo delle pagine deve aver preso l'acqua - alta) mi sono detto: "Ma sì, vediamo un po'".
Ebbene, si tratta di tre racconti: Boxe, Cavalli, Scimmia. Tre racconti concentrati sul tema del conflitto e del doppio.
So di non essere il massimo a fare i riassunti però:
con Boxe mi sono annoiato a morte. Due ragazzi, La Capra e il Ballerino, sentono il bisogno di sfidarsi. La Capra è sordo (forse anche muto, già faccio fatica a ricordare) e sembra uscito da un libro di Pasolini (simil borgataro, cocciuto,). Sente parlare del Ballerino (o la Ballerina) un ragazzetto secco e svelto che sul ring si muove come Heater Parisi (questo l'ho aggiunto io). La Capra ha un futuro. Sente dire (ma come avrà fatto da sordo?) che la Ballerina è una specie di leggenda e decide di interrompere la sua carriera se non riuscirà a battersi con la Ballerina.
Il Ballerino ha una madre rompina. Di media (alta?) borghesia gli permette di frequentare la palestra a patto di non battersi. Mai.
Per cui ci si chiede: ma da dove nasce 'sta leggenda? Boh! (1)
Alla fine i due si sfidano e indovinate chi vince? Entrambi. Vedo sguardi perplessi. Figuratevi il mio, mentre leggevo.
Il finale lascia un po' interdetti: alla ballerina arriveranno le medaglie degli incontri vinti dalla Capra. Come a sottolineare che il vero vincitore, nel loro incontro, è stato la Ballerina. Fine.
Va bèh.
Il secondo: Cavalli è una figata. L'ho trovato scritto molto bene, particolarissimo. Due ragazzi ricevono in regalo una coppia di cavalli dal loro padre. Uno lo userà per andare in città a fare baldoria, l'altro per dare vita a un allevamento.
C'è un'atmosfera di altri tempi: regolamenti di conti, cicatrici, cavalli sgozzati, quasi un western. Ne vale la pena, leggetelo.
Scimmia è una porcheria. Il vecchio amico del protagonista: un attore senza speranze, si mette a fare la scimmia tutto a un tratto. Perchè? Boh. (2) Recandosi a casa sua ricorda quando la madre, gentilissima nell'accoglierlo, lo aveva preso a bastonate per ben due volte cacciandolo dalla propria villa. Perchè? Boh. (3) Intanto l'attore rivede un suo amico. Che attinenza ha con il
racconto? Boh. (4)
Come finisce il racconto? Boh. (5) Forse era meglio cambiargli titolo.
Ok, non sono stato troppo chiaro nell'esporvi il tutto (?). Un racconto almeno mi è piaciuto.
Postato da Alekos

Sembra passato un secolo da quando all'inizio di via Garibaldi, proprio a due passi da piazza Castello, c'era una deliziosa libreria, con gli scaffali in legno probabilmente di fine '800 straripanti di testi di ogni genere e forma. Arredata in rigoroso stile classico pareva lì da sempre, come fosse parte del panorama. Il tempo trascorreva piacevolmente una volta dentro: la tranquillità dell'ampio locale era intervallata dai fruscii delle pagine e dai cigolii dei gradini di legno della scala interna.
Cercavi l'ultimo best seller? Lo trovavi in bella mostra sugli scaffali vicino alla cassa. Eri alla ricerca di qualcosa di sofisticato o un libro difficile da trovare? I commessi sapevano consigliarti o al limite ordinare quanto necessario.
Non c'era mai troppa folla, tranne in occasioni speciali come a settembre. Al primo ingiallire delle foglie stuoli di ragazzini urlanti e genitori disperati facevano la coda fin dalle prime ore del mattino con la "lista": un'interminabile elenco di libri più o meno costosi e pesanti da comprare. Il più delle volte era necessaria una doppia fila: la prima per prenotare i volumi non disponibili al momento, la seconda per ritirarli.
Una simile calca non si vedeva più da anni. Forse il proprietario non trattava più libri scolastici o forse la concorrenza degli ipermercati era diventata troppo forte. Era rimasto un luogo tranquillo, quasi sonnacchioso, dove poter curiosare tra testi classici e nuovi. Ironia della sorte la libreria chiuse i battenti nell'anno in cui Torino fu incoronata Capitale Mondiale del Libro con Roma.
Da qualche mese i locali sono stati completamente rinnovati: tolte le storiche scaffalature, ritinteggiate le pareti di un bianco accecante e riempito ogni angolo di "inutilerie" alla moda. Al posto della libreria sorge ora un elegante e modernissimo negozio dal nome giapponese.
Dentro si trova di tutto, dai vestiti alla cartoleria, dagli oggetti per la casa alle saponette. Tutto rigorosamente a prezzi altissimi, tutti oggetti dal design moderno e carino, ma incredibilmente inutili. Eppure mai vista tanta folla alla cassa: gente che spinge, si accalca, sceglie quasi fosse l'ultimo negozio aperto in tutto il paese e a me non rimane che pensare con nostalgia ai tempi andati e ai libri che non potrò più sfogliare con calma, ai commessi gentili che chissà dove lavoreranno ora e a come il negozio, completamente snaturato, sembra un pugno in un occhio in una via così centrale dove tutto o quasi è in stile ottocentesco.
Postato da Auryn
Uno spettacolo di donna: SILVANA GRASSO

Ho digitato casualmente le parole Silvana Grasso su YouTube e mi è apparso questo video: io lo trovo ECCEZIONALE!!! Merita di essere guardato e ascoltato con attenzione.
http://www.youtube.com/watch?v=0p2VMXbJJSk
Postato da Alekos
L'inutilità batte la cultura
Il 2006 è stato un anno particolarmente interessante perchè ricorrono diversi anniversari:
* 500 anni dalla morte del Mantegna

* 400 anni dalla nascita di Rembrandt

* 250 anni dalla nascita di Mozart

Ho dovuto scegliere tra gli ultimi due: andare ad Amsterdam per vedere i quadri di Rembrandt o a Praga a sentire i numerosi concerti di Mozart?
Una scelta abbastanza difficile, beh, in realtà io preferivo l'arte alla musica, ma a quanto pare l'albergo scelto per Amsterdam era già pieno così ha vinto Mozart e vi assicuro che ne è valsa la pena: concerti nei teatri e in piazza, manifestazioni di vario genere, troppe in realtà per seguirle tutte, ma son ben contenta di aver visto finalmente Il flauto magico e Le nozze di Figaro.
Ne è uscito fuori un micro-articoletto che ho subito inserito nella sezione Arte del nostro sito.
Questo il link: Rembrandt
Buona lettura!
Postato da Auryn
L'ETA' BARBARICA

Ciao Intrecciati! !!
Tempo fa sono andata a vedere L'età barbarica, ho scelto questo film con riluttanza e già temevo di sorbirmi due ore di sproloqui noiosissimi, invece è stato una RIVELAZIONE!!! Mi sono divertita talmente tanto e ho riso così di gusto che quando sono arrivati i titoli di coda ci sono rimasta malissimo! Ne volevo ancora! Come fosse una droga.
Il protagonista, Jean-Marc Leblanc, è un uomo sulla quarantina profondamente insoddisfatto della sua vita. Sarà perchè la moglie è una venditrice di talento, ma completamente assente sia come moglie che come madre: passa la giornata al telefono e si limita a riscaldare cibi precotti, scambiando il minor numero possibile di parole con i familiari. Sarà perchè anche le due figlie lo ignorano passando il tempo a ascoltare musica o a sfidarsi ai videogiochi.
Ogni giorno Jean-Marc percorre 20 minuti di autostrada, 45 di treno e altri 20 di metropolitana per raggiungere il luogo di lavoro: un ufficio comunale che si trova in un ex stadio riadattato. L'ambiente di lavoro è assurdo: non si può fumare nel raggio di qualche chilometro dall'ufficio e alcune parole, come negro e nano, sono severamente vietate, con tanto di punizioni agli incauti che osano pronunciarle. Assurdo! Siamo quasi ai livelli del bellissimo 1984 di Orwell!
A Jean-Marc non resta che evadere immaginando di essere desiderato e ascoltato da donne bellissime e famose. Realtà e immaginazione si intrecciano creando situazioni assurde, deliziosamente divertenti e commenti irriverenti verso una società moderna sempre più opprimente e devastante a livello psicologico.
Le mie scene preferite, ovviamente, sono quelle ambientate in un borgo fuori mano dove un nutrito gruppo di nostalgici rivive i fasti del medioevo mediante feste e tornei, con tanto di cavaliere nero potentissimo e imbattibile, prete-predicatore che incita i nobili cavalieri a salvare Gerusalemme e altri personaggi ugualmente divertenti.
ciao!
GLI INSOSPETTABILI


Vi riciclo questa intervista a Silvana Grasso sul suo libro Disìo edito da Rizzoli.
A me è piaciuta tantissimo. So che è lunga, ma forse vale la pena leggerla.

L'eros che emerge prepotente, la politica mai prima così presente in un suo romanzo, certe descrizioni che sembrano rimandare a luoghi e personaggi di Gela. La curiosità verso "Disìo", l'ultimo romanzo di Silvana Grasso è accesa inevitabilmente dalla ricerca di qualcosa (o qualcuno) di noto. Lei, la scrittrice di Macchia di Giarre, come al solito, si diverte a giocare con l'ambiguo, a provocare, a lanciare messaggi criptati ai lettori e non solo. E poi il giallo della postilla dell'ufficio legale della Rizzoli che si appella alla libertà dell'artista e mette le mani avanti contro eventuali azioni legali di chi si dovesse riconoscere in quel libro. Del romanzo, della sua vita privata, della sua recente esperienza politica parla a ruota libera, ora che è nelle librerie in questa intervista che la scrittrice dedica ai gelesi.
Il suo romanzo si chiama Disìo. Ma chi lo ha letto suggerisce come più appropriato un altro titolo, sempre a cinque lettere "bomba" perché nel romanzo lei spara bombe in tutte le direzioni....
Non in tutte, solo in quelle giuste.
Una cosa stranissima che risalta subito è che un romanzo, alla seconda pagina, luogo deputato per tradizione alle dediche, rechi un avvertimento dell'Ufficio legale della casa editrice Rizzoli che lo ha pubblicato. Perché?
Le dediche non vanno di moda, le querele sì! L'editore in autonomia ha deciso che andava tutelato il romanzo, anche perché un eventuale sequestro avrebbe arrecato danni patrimoniali enormi alla stessa casa editrice.
Lei non fa mai il nome della città dove si ambienta la storia ma le analogie con Gela sono singolari:il lungomare, gli ambulanti che vendono verdura sulla piazza, il sito archeologico. E' a Gela che si svolge la storia?
Tutte le città siciliane, se di mare e di media grandezza, si somigliano: quanto poi a un po' di macerie greco-romane, quale città non ne ha?
C'è una donna nel romanzo, Memi Santelìa, che è veramente il suo ritratto fisico e caratteriale, è una donna di grande temperamento, dai capelli "rossodiàvuli" tanto che di lei un mafioso della politica locale dice "una buttana della peggiore specie, di quelle che pensano e ragionano". E' lei Memi Santelia?
Prendo la scorciatoia e le rispondo che in una cosa ci somigliamo io e la psichiatra Memi Santelia, nel fatto che anche di me qualcuno pensa che sono una buttana di quelle che pensano e ragionano (dove buttana diventa per me una medaglia al petto del mio coraggio e della mia lealtà) ma non lo dice ...non almeno a me……
L'episodio di pedofilia della protagonista Memi a 8 anni è un pugno nello stomaco per il lettore. Lei si è mai imbattuta , bambina, in un pedofilo?
Più d'uno e non è stato il peggio! Temo di più la mafia che veste il doppiopetto della legalità, la toga del professionista onorato!
L'omosessualità d'un personaggio, il sostituto procuratore Federico Tonin, è descritta senza veli né reticenze, qualcosa ricorda Saffo... il suo amore per il greco e i poeti classici fa la magia?
No, fa la differenza! Trasforma la volgarità d'un rapporto anale in poesia, sensibilità. La contaminazione, la morbosità è nell'uomo, non nella pagina scritta. Comunque la sensualità è il sesto senso che certo papalinismo ha sotterrato e che io dissotterro di continuo.....insomma faccio anche il becchino come vede.
Come manifesta la città di Gela l' interesse alla sua narrativa? L'orgoglio d'avere una scrittrice edita da grandi editori, anche all'estero?
Se per Gela intende le Istituzioni, scuole comprese, con un oscuramento che ricorda i tempi di guerra, quando, mi diceva mia madre, si scendeva nei rifugi.
Sia più chiara, è una risposta sibillina la sua...
Non c'è una scuola che abbia anche solo una copia dei miei romanzi, in Biblioteca comunale impossibile leggermi perché i due unici esemplari sono sempre in prestito.Però nei sotterranei da decenni migliaia di copie di libercoli di ignoti autori, di ignoti editori, aspettano d'essere del tutto cacati dalle mosche, divorati dai vermi… che scialo di danaro.
Lei pensa siano scelte a caso quelle delle amministrazioni?
A caso? Quale caso? Scelte oculatissime dettate dalla politichetta del barattuccio, quella vecchia consunta del che mi dai se ti do?
A proposito di politica , adesso anche lei è nel ballo...
No, io per ora mi limito a guardare i passi dei vecchi ballerini che, per lo più, si pestano i piedi nella foga del ballo.
La promozione di questo libro che si preannuncia come un bestseller potrebbe essere già un'eccellente campagna elettorale per lei .Molti la danno come candidata alle Regionali, a sindaco ...
E' un'ottima campagna elettorale, soprattutto perché non mi costa niente! Mi mette in condizione di non promettere m..., e mi garantisce la totale libertà d'azione, posso fare, non fare, dire di sì o mandare al diavolo …insomma non essere ricattabile mai.Io mi mantengo di scrittura non di politica, a me nessuno ha mai dato nulla!
Il suo entusiasmo per la Margherita, continua?
L'entusiasmo lo riservo ai grandi eventi della vita. Comunque anche le margherite seccano se non si annaffiano per tempo.
E' una profezia, un messaggio in codice o cos'altro?
Non scomodi tanta scientia! È semplicemente l'occhio del contadino!
I politici del territorio la amano?
Sicuro, alla follia, come potrebbero amare il morso d'uno scorpione o il calcio d' un cavallo sulla nuca o uno choc anafilattico. Basta parlare di politica, stavamo parlando di cose serie mi pare.
L'eros nei suoi romanzi ha sempre una forza motrice. Rispecchia l'eros della sua vita?
Bisogna interrogare i miei partner.
Molti?
Putroppo no, almeno non quanti avrei voluto, non quanti avrei potuto… una scrittrice spesso è, seppur inconsciamente, una mantide, si serve d'un uomo, delle sue emozioni come un medico legale d'un cadavere per le sue autopsie. La pagina scritta richiede sacrifici di carne umana, talora.
Anche la sua pagina?
Soprattutto la mia! Se non chiudiamo l'intervista non resisterò alla tentazione di divorarla.
Un'ultima domanda. Il marchese di Villalba, suo accompagnatore ufficiale al premio Ninfa Camarina, che fine ha fatto?
Ah, quello l'ho mangiato! Ogni tanto. Sa, dimenticavo di dirglielo sono anche cannibale….
Postato da Alekos
DAVID FOSTER WALLACE - Chi è costui?

Trovato morto impiccato lo scrittore americano David Foster Wallace. Lo scrittore americano David Foster Wallace, 46 anni, è stato trovato morto impiccato nella sua casa a Clermont, nel sud della California. Secondo la polizia, riferisce il NYT, è stata la moglie a scoprire il cadavere.
Narratore, saggista e autore noto per la sua cupa ironia, Wallace aveva raggiunto fama mondiale 12 anni fa con il romanzo Infinite Jest, libro-evento di oltre 1400 pagine (in Italia lanciato da Fandango) che gli valse un finanziamento come genio dalla MacArthur Foundation.
Wallace aveva conquistato la notorietà col suo primo romanzo nel 1987, La Scopa del sistema, per poi pubblicare la sua opera principale nove anni dopo con Infinite Jest colossale monumento del postmodernismo .

Tra i suoi lavori tradotti in italiano La Scopa del Sistema, (1987) - Fandango Libri; La ragazza dai capelli strani, (1990) - Minimum Fax; Verso occidente l'impero dirige il suo corso, (2000) - Minimum Fax; Infinite Jest, (1996) - Fandango Libri; Brevi interviste con uomini schifosi, (1999) - Einaudi; Oblio, (2004) - Einaudi.
Postato da Alekos
IL BUIO NELL'ANIMA

Erica Bain passeggia per le strade di New York con il registratore per catturare i suoni della metropoli e usarli come punto di partenza per la sua trasmissione radiofonica, a metà strada tra una poesia e una riflessione personale sulla città e la vita.
La sua vita procede tranquilla, tra il lavoro e i preparativi per l'imminente matrimonio con David, ma una sera, mentre i due portano il cane a spasso al Central Park, vengono brutalmente aggrediti da un gruppo di ragazzi.
Erica si risveglia dal coma e scopre che il fidanzato è morto a causa delle ferite riportate. Insicura e impaurita si aggira per una città che non riconosce più. Finché un nuovo trauma, assiste a una rapina in un supermercato, risveglia la sua rabbia e la voglia di vendicarsi e la spinge a comprare una pistola per difendersi.
La sua trasformazione è sempre più evidente e anticipata da un cambio di abbigliamento e pettinatura: se nelle prime scene indossa abiti color pastello e ha un taglio corto e sbarazzino, dopo l'incidente opta per vestiti scuri e i capelli diventano leggermente più lunghi e spenti.
Il film ha un unico, grande punto debole: la conclusione è troppo affrettata, tanto semplicistica quanto irreale. Il poliziotto che segue le indagini legate a Erica comprende fin troppo bene le pene della donna e il suo comportamento ambiguo sarà determinante nel corso della trama. Nella vita reale una simile conclusione difficilmente avrebbe luogo, e meno male, mi viene da dire!!!
Postato da Auryn
ROBIN HOOD vs. TUDORS
Devo essere onesta: ho preferito di gran lunga la serie tv Robin Hood, casti baci sulle guance, uno scoccar di frecce e duelli di spada, intrighi di palazzo ai danni della povera gente e soprattutto un manipolo di eroi che combattono per la difesa dei poveri.
Non ho mai gradito gli intrighi complicati, come quelli dei Tudors, anche se ho apprezzato il libro su Elisabetta I. L'autore ha sottolineato più e più volte che ogni regina o semplice principessa doveva stare molto attenta e bastava un nulla per finire avvelenata dalle rivali, rinchiusa in qualche luogo poco simpatico o peggio ancora.

Leggendo il testo di cui sopra ho avvertito un senso di soffocamento, di nausea, un malessere generale pensando alle situazioni delle donne e dei bambini: entrambi privi di libertà, con la sola differenza che per le donne era una condizione irreversibile, per alcuni bambini, maschi ovviamente, la situazione migliorava nell'età adulta.

Ad esempio dopo la lettura del testo ho iniziato a provare antipatia per Erasmo da Rotterdam il quale si era preoccupato di scrivere un accurato decalogo di come dovevano comportarsi i bambini: una vera tortura! I poveri sventurati erano costretti a cenare con gli adulti e, secondo l'etichetta, entro la fine del pasto dovevano *assolutamente* parlare, peccato che potevano farlo solo se veniva interrogati dagli adulti, e solo per rispondere su certi argomenti. L'autore, con un po' di cattiveria, fa notare come molti bambini di nobili famiglie fossero molto a disagio e alcuni si sentissero addirittura male perchè il banchetto volgeva al termine e avevano avuto modo di proferir parola andando contro l'etichetta. Quale vergogna per l'epoca!

La situazione femminile era di gran lunga peggiore: passavano da figlie a mogli o amanti, sempre di proprietà di qualcuno, spesso usate dai genitori come merce di scambio per ottenere potere & possedimenti. Se poi per disgrazia non davano al marito un figlio maschio o peggio ancora non potevano procreare facevano una gran brutta fine. E si parla del 1500, mica delle guerre puniche!!! Insomma, i secoli sono rimasti bui a lungo, molto più di quanto si possa pensare.

Beh, visto che volevo scrivere una recensione sul libro (l'autore dovrebbe essere Erickson Carolly, ma non ne ho certezza assoluta) ne approfitto per aggiungere altre due righe sul testo.

L'autore non risparmia particolari, sia sua Elisabetta che su altri personaggi che hanno incrociato il loro destino con quello della regina vergine. Curiosa la storia della sorellastra Maria, figlia legittima di Enrico e Caterina: la poverina ha lottato tutta la vita per prendersi il trono che le spettava ma rischiava di non avere mai perchè nata femmina.

Finalmente sale al trono, sposa un uomo giovane e bello, ma rimane infelice: lui pensa alla guerra, è sempre lontano, lei pensa di essere incinta, in realtà non partorirà mai. A quanto pare il suo gonfiore era dovuto a un cancro alle ovaie all'ultimo stadio. E così perse ugualmente tutto ciò che desiderava e, peggio ancora, finì al trono la sua eterna rivale.
Postato da Auryn
ANGIE'S BACK!!!
Qualche considerazione qua e là....

Ho visto Madonna in concerto nel lontano 1987, all'inizio la voce non voleva venir fuori, poi si è scaldata nel corso della serata; trovo che la fanciulla sia sempre stata un animale da palcoscenico, si è saputa costruire un personaggio, ed è stata anche furba. Ultimamente non la seguo più, ho visto però a suo tempo "Evita", e devo dire che mi è piaciuta.

Letture spirituali: anch'io ho attraversato un periodo in cui ci davo dentro con simili letture (ricordi LadyFantasy?); al momento sono più terrestre, ma le basi di cui sopra sono ormai state seminate dentro di me...

Non ho resistito alla tentazione e ... confesso: ho acquistato La solitudine dei numeri primi, ma non l'ho ancora letto; poi mi sono anche lasciata attirare da Un cappello pieno di ciliege della Fallaci (opera non completa pubblicata postuma).

Ho finalmente finito di leggere Mille splendidi soli ed ora sto leggendo Fantasmi - Dispacci dalla Cambogia di Terzani (spero di riuscire a dirvi qualcosa all'incontro).

A proposito del comprare libri ... vi racconto come per me sia una cosa quasi emozionante; fermarsi magari davanti ad una vetrina, stare un po' a pensarci su, osservare i titoli, le copertine ecc... Se ho già in mente qualche libro preciso è meno divertente, ma se non ho un'idea predefinita allora il bello è proprio la ricerca. Ad una festa del PD a Foligno sono riuscita a comprare un libro di poesie di Neruda! E poi, che dire dell'atmosfera di quelle librerie, grandi o piccole, dove tanti piccoli tesori ben custoditi stanno lì ad attendere di essere colti? Purtroppo, invece, ho provato una sorta di tristezza nel vedere come sono esposti i libri negli autogrill: tutti in fila in maniera fredda ed assettica, oppure buttati in quei cesti metallici come merce da svendere ...

Bene, dopo queste elucubrazioni notturne, vi saluto e vi auguro una notte piena di bei sogni!
Postato da Angie
VIAGGIO IN EUROPA: TURCHIA
Mamma li turchi!, mi vien da pensare, e tra il libro di Katchà, La Ciociara di Moravia e La Pelle di Curzio Malaparte, di questa popolazione non ne esce poi un gran ritratto.

La passeggiata in Georgia è stata più breve del solito, vuoi la guerra, vuoi l'argomento del romanzo della Bocorisvili (la storia della Georgia attraverso le guerre dell'ultimo secolo). Insolito e per nulla entusiasmante (la postfazione, quasi un riassunto, è risultata molto più interessante dello stesso romanzo) ho letto Pioggia Sottile in una giornata. Meglio, le bombe continuavano ad esplodere. Ma mi sono ripromesso di tornarci, anche perchè dovrebbe arrivare, a giorni, il libro di un poeta, Dato Magradze, edito da La Lontra. Si intitola Salve, e non vi dico quanto imbarazzo mi provocava esordire dal librario salutandolo con il classico "Salve, sto cercando un libro di Dato Magradze."
"Qual è il titolo?"
"Salve!"
Va bèh...
Quindi sono arrivato in Turchia. Mi ero ripromesso di evitare i testi dei premi Nobel, (il gioco dell' Indovina l'Autore diventava troppo semplice) ma a casa avevo solo lui, Orhan Pamuk. So che è riduttivo dire solo, ma gli stati sono tanti e il portafogli è vuoto. Sigh!
L'oggetto libro ha un suo fascino e questo Il castello bianco mi affascina già dalla copertina su cui appare il ritratto di Solimano il Magnifico.

L'ho pagato pochissimo, il libro era intonso e per di più si tratta di un'Einaudi. L'idea di partenza del romanzo è buona: un mago ottomano e il suo servitore veneziano si assomigliano come due gocce d'acqua tanto da identificarsi in una sola indistinguibile entità. I protagonisti del libro simboleggiano le somiglianze di oriente e ocidente, viste come due facce di uno stesso specchio, due entità in simbiosi e bisognose l'una dell'altra. I due, provenienti da due mondi diversi, si confondono tra loro per indicarci quanto uguali siamo tutti, al di là dei pregiudizi e delle frontiere, al di là della religione e del credo politico. L'inizio appare interessante; la scrittura, però, troppo lenta e prolissa, alla fine risulta faticosa.
Lo stile è particolarissimo, ti costringe a una lettura molto attenta. Avverbi che possono stare meglio a inizio frase vengono inseriti dopo. sembra di leggere uno scrittore di secoli fa. Forse Pamuk adegua la scrittura al periodo storico.
Il giudizio però non è dei più positivi:
l'autore sembra essersi impegnato in un esercizio di stile perdendo di vista una storia che avrebbe potuto appassionare.
Il viaggio si deve ancora concludere. Poi sarà la volta di Cipro. Nell'attesa che mi arrivi la raccolta di poesie di Moleskis Gheorgios.
Buon Viaggio!!!
Postato da Alekos
VIAGGIO IN EUROPA: GEORGIA
Ebbene sì, anche questo viaggio in Armenia si è concluso, e nel migliore dei modi!!! Ho scoperto un testo interessante, sconvolgente, crudo, particolareggiato, affascinante! Uno di quei libri che raramente capita di avere sotto mano. Ho gustato Il pugnale nel giardino dall'inizio alla fine. Mi sono commosso, ho rischiato di piangere, mi sono emozionato al punto da provare sentimenti di odio, di orrore. E chi lo immaginava che nella questione armena c'entrassero anche i curdi? Pensavo a loro come a un popolo perseguitato, senza terra (ricordo le repressioni irachene all'epoca della Guerra del Golfo) per poi scoprire che i primi a perseguitare (in maniera orribile) sono stati proprio loro. Scioccante, disarmante. Ma questo è uno dei motivi che mi ha fatto apprezzare maggiormente il bel libro di Vahé Katcha: mi ha fatto pensare realmente, riflettere, mi ha emozionato, e per lo stile descrittivo, e per la storia narrata. La cosa tragica è stata però scoprire che quanto letto è davvero accaduto e sarebbe dovuto accadere anche agli italiani (e ai greci) presenti in Turchia. Ma è più facile quando una popolazione non ha una terra, non è rappresentata da uno stato.

Per cui mi sono incamminato con passo affrettato in Georgia. La velocità è d'obbligo visti i conflitti in atto.
Ho affidato l'incarico di parlarmi di questo stato martoriato da anni di guerra a Elena Bocorisvili e al suo Pioggia Sottile, edito da Voland, la stessa casa editrice che pubblica i libri di Amélie Nothomb.

Buon viaggio!
Postato da Alekos
UMORI
Mi sento un po' così...

Postato da Alekos
I CHIODI DI SIMONCALLISTO
Popolo di Intrecci e Intrecciati: buonasera.

Finalmente l'adsl ha deciso di funzionare... Stavo urlando al miracolo!!! Per un attimo ho anche creduto che il cane, la cocorita e il criceto facessero la ola, ma erano solo le allucinazioni per la troppa stanchezza, visto che io e Silver dobbiamo ancora andare in ferie :-(
Mi sono inchiodata con Pennac(chioni) e il suo Diario di scuola, ma giuro che lo finirò. Prima o poi.

Ora sono alle prese con Le cronache di Narnia di Lewis, essendo reduce dalla visione al cinema de "Il principe Caspian" ed essendomi entusiasmata molto, ho deciso di leggere i sette libri delle cronache.

Ora vi saluto e me ne vado a nanna: domani si lavora...
Postato da SimonCallisto
THE SECRET, Ronda Byrne - Macro Edizioni

Come ho detto qualche mail fa, la mia lettura a rilento, è dedicata ad una fase piu spirituale, diciamo. Ora sto leggedo The Secret di Rhonda Byrne. Diciamo che superata la fase di dubbio su come applicare questa legge universale dove ogni nostro pensiero è attratto da altri identici , la cosiddetta legge dei simili che si attraggono, se si pensa in armonia ed in positivo, si può ottenere qualsiasi cosa! Quindi cari Intrecciati, se mi vedrete alta bionda e magra - e quindi non mi riconoscerete. .. - sono riuscita nell'intento del Segreto. Scherzi a parte, può essere una sorta di consiglio per come vedere e pensare le cose sotto altri aspetti.
ELEMENTARE, RANDOLPH, J.F. Englert - Garzanti

Sto dedicandomi da un po' di tenmpo a questa parte, a quel genere di lettura che ha a che vedere con la psiche, intesa come pensiero positivo e similare (storia lunga da raccontare qui, ma posso solo dire che ho sentito il bisogno di rivolgere la mia attenzione a questo tipo di argomentazioni, per una serie di circostanze interiori) però l'altro giorno ero alla Fnac per comprare un libro che devo regalare e mi è capitato l'occhio su un romanzo scritto da J.F. ENGLERT il cui titolo è Elementare, Randolph. La storia di un cane che ha una dote particolare, quella di saper leggere (Dante è il suo autore preferito) capisce il linguaggio degli uomini e degli animali, e sa risolvere i misteri tanto che si ritrova a far l'investigatore su un omicidio e con il suo padrone, artista in crisi, scoprirà l'assassino; gli manca solo la parola. Mi ha divertita la recensione della trama sulla copertina e così il libro mi ha fatta sua. Tendenzialmente compro i libri in questo modo, facendomi attirare dalle trame riassunte sulle copertine, poi ovviamente ho i miei tempi (lunghi) per leggerli, quindi se l'avrò finito per il prossimo incontro, vi dirò.
Bene ora saluto tutti con un abbraccio!
UN LIBRO CHE ANCORA NON HO
In attesa del concerto del 6 Settembre riporto l'immagine della copertina del libro scritto dal fratello della signora Ciccone:
in cui pare si parli e sparli di Madonna a tutto andare.
In Italia è uscito invece Madonna di Lucy O'Brien edito da Sperling & Kupfer:
Material girl. Trasgressiva. Esoterica. British. Da tre decenni Madonna sfida le etichette reinventandosi senza sosta. Da tre decenni è costantemente in vetta alle classifiche di tutto il mondo, ed è la più grande icona pop vivente. In questa biografia, la giornalista Lucy O'Brien penetra il mistero di un'esistenza camaleontica esplorando la personalità e il leggendario "fuoco" che hanno fatto della star uno dei personaggi più famosi del nostro tempo. Affascinata dal suo eclettismo e dalla sua assoluta padronanza dei mezzi espressivi, l'autrice analizza la musica e le performance di Madonna mostrandone al contempo il cammino umano e artistico. Un percorso ricostruito grazie alle testimonianze di prima mano - spesso inedite - di coloro che l'hanno conosciuta e hanno lavorato con lei: musicisti, produttori, collaboratori, amici, amanti. Dalla prematura morte della madre alle prime esibizioni nei locali gay di Detroit, dal successo planetario di "Like a Virgin" alle scioccanti foto di "Sex" e alle riprese di "Evita", fino alla tempesta mediatica scoppiata per l'adozione del terzo figlio, nel 2006, nessun set è lasciato in ombra. Arricchito di inserti fotografici con immagini inedite, il ritratto incisivo e completo di una donna che non conosce mezzi termini.
Ciao!
Postato da Alekos
CLASSIFICA DEI LIBRI DELL'ESTATE (in ordine di gradimento)

In prima posizione La solitudine dei numeri primi: ECCEZIONALE!!! Passato il turbamento iniziale per le scene molto crude, piene di pippì e puppù, pieno di caramelle unte nel liquame del cesso e fatte mangiare alla compagna di classe, mi sono ripresa e ho scoperto un libro davvero ottimo, a tratti inquietante, dove i protagonisti sono terribilmente soli. Ammetto che l'inizio è stato come ricevere qualche pugno nello stomaco, ma passato lo stordimento ho apprezzato la storia e ovviamente ero troppo curiosa di scoprire il significato del titolo anche se qualche sospetto già lo avevo: i due protagonisti sono come i numeri primi, abbastanza vicini tra loro, ma mai abbastanza da incontrarsi o abbracciarsi, sempre separati da un altro numero. Ho preso l'abitudine di leggere il libro durante la pausa pranzo e ora inizia a intravvedersi il dramma: sono terribilmente vicino al finale, come potrò sostituire questo libro? Quale degno successore potrò mai trovare? SOB!

Il secondo in classifica è la biografia di Elisabetta I, un libro lungo e molto articolato, parte dal momento in cui la bambina viene al mondo per narrare la sua infanzia travagliata e tutti gli anni del regno. Bello, bellissimo, ma troppo pieno di particolari, di nomi, di persone e di storie, e io che ho sempre fretta di scoprire cosa succede dopo a volte faccio fatica ad aspettare, a seguire l'autore.

Al terzo posto Hasepsowe e Tuthmosis III, altra biografia, si passa dall'Inghilterra all'Egitto, ma si parla sempre di donne forti e determinate. In realtà dovevo leggerlo anni fa quando seguivo la trasmissione di Giacobbo sui misteri dell'antico Egitto. Ma alla fine mi è capitato tra le mani solo ora.

Infine un librone sull'arte nella Cina antica. In realtà cercavo un testo di storia e arte della Cina, insomma, qualcosa di semplice da cui iniziare per scoprire questa fantastica civiltà, ma mi sono accontentata di questo libro come introduzione, poi cercherò altro. Ah, se vi chiedete che ci faccio di bello in Cina (letterariamente parlando s'intende) allora vi consiglio caldamente di andare a vedere la bellissima mostra Il celeste impero al Museo di Antichità di Torino: un viaggio nel passato alla scoperta di una civiltà antichissima, molto più ampia di quella romana e sopravvissuta mille anni in più rispetto all'Impero Romano, questi almeno i dati riportati in uno dei tanti filmini annessi alla mostra.

Avrei mooolto altro da dire, ma ho un appuntamento e vi abbandono.
Postato da Auryn
O... quando la cultura costa poco.
Non voglio risultare pedante, lo ammetto, ma sono appena tornato da una gita al Mercatino dell'Usato con un colpo incredibile...!!! Il bel librone che appare qui sotto, rilegato con sovraccoperta e annessa custodia (c'è anche la mappa!) l'ho pagato ben...

...2 EURO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Per par condicio dovrei aggiungere anche quest'altra lettura, trovata a 50 centesimi. Ma... è Pasolini, e mi è tanto antipatico.

Postato da Alekos

Non c'è niente da fare: quest'estate mi sto appassionando a Amelie Nothomb!!!
Tutto è iniziato quasi per caso, guardando una sua intervista televisiva nel programma della Dandini, "Parla con me", la curiosità si è rafforzata dopo una chiacchierata con gli intrecciati in una delle riunioni primaverili.
Ho iniziato a leggere due libri basati interamente sui dialoghi e dalla dinamica un pochino troppo simile e finalmente sono approdata a un romanzo: "Nè di Adamo, nè di Eva". Al momento mi sfugge il significato del titolo, anche se già nei primi capitoli ho trovato una sorta di spiegazione, ma era talmente buttata lì che non mi ha convinto.
Per il resto devo dire che i suoi testi sono assolutamente perfetti per l'estate: abbastanza piccoli da essere trasportati con estrema facilità ovunque, dall'autobus al treno, ideali per una sosta letteraria in qualsiasi angolo, sulle rive del lago o nel bel mezzo di un boschetto. Ora, vi chiederete dove diavolo leggo di solito. La risposta è: ovunque!
Purchè i libri sono adeguati al contesto. Due miei "errori" estivi furono portarmi in spiaggia "Ulisse" di James Joyce (per la sua complessità) e "Kitchen" di Banama Yoshimoto (per il tema *leggermente* funebre).
A presto,
Postato da Auryn

Approfitto del mese di Settembre per inserire nel blog il mio commento alla mostra di Oriana Fallaci: Oriana Fallaci - Intervista con la Storia che ha avuto luogo a Palazzo Litta, Milano.
Ingresso gratuito. E diciamo che mi è sembrato coerente il rapporto prezzo/qualità dell'esposizione. Ebbene sì, mi aspettavo molto, ma molto di più, per quanto le sale fossero numerose e affollate (non all'eccesso).
La parte migliore (a mio parere): l'inizio. La prima sala in cui si potevano vedere e ascoltare interviste alla "Signora" inedite o comunque poco conosciute.
Il resto mi è sembrato un "già visto" o per quanto riguarda i suoi libri, ad esempio, un "Celo, celo, ne ho tre copie, su eBay te lo tirano dietro...". Stessa cosa dicasi per le foto. Troppo poco, troppo poco davvero.
Mi ha molto seccato l'esposizione di lettere/dediche alla Fallaci in inglese senza alcuna traduzione accanto. Per cui, uscendo, ho avvertito come una sensazione di incompletezza.
Mi ha invece colpito negativamente l'esposizione dei suoi cappelli e occhiali. Un paio, a lenti molto grandi, visto in numerose foto, mi ha ricordato , una volta di più, la sua assenza. Allo stesso modo ho provato un certo fastidio nel vedere esposti effetti che magari volevano/potevano/ dovevano restare personali.
Eppure non so dire cosa mi sarei aspettato di vedere.
Cosa mi ha divertito invece è stato il bookshop. Ho comprato due cartoline, un blocchetto e una matita dedicati a Oriana Fallaci e alla mostra. Sarebbe bello che la cosa si ripetesse anche per altri scrittori.
Postato da Alekos
Maria Callas, Grace Kelly e Oriana Fallaci sono tre donne molto diverse tra loro, con talenti differenti, ma unite da un mese: a settembre infatti ricorrere l'anniversario della loro morte.

Il 16 settembre del 1977 si spegneva Maria Callas, splendida voce della musica lirica, donna dal carattere forte e una vita molto intensa. Le è stata dedicata una mostra, purtroppo già terminata, a Roma, per ripercorrere le tappe salienti della sua vita artistica.

Il 14 settembre del 1982 veniva staccata l'apparecchiatura che teneva in vita Grace Kelly.
Con il suo fascino aveva conquistato Hollywood e ispirato Hitchcok. Il successo fu universale, la sua carriera era all'apice quando conobbe il principe di Monaco e per lui abbandonò il cinema per diventare una splendida principessa. Un amore e una vita da favola, almeno fino al tragico incidente, avvenuto proprio tra i tornanti dove aveva girato alcuna scene di "Caccia al ladro".
Per i 25 anni dalla sua scomparsa è stata organizzata una mostra fotografica Gli anni di Grace Kelly, Principessa di Monaco, curata da F. Mitterand. Per l'occasione il figlio ha acconsentito a rilasciare una lunga e commovente intervista in ricordo della madre.

Il 15 settembre del 2006 moriva Oriana Fallaci.
Giornali e telegiornali ripercorsero i momenti salienti della sua carriera, le polemiche che l'hanno sempre accompagnata, non si placarono neanche con la sua scomparsa. Eppure, un anno dopo, qualche giornale titola "Oriana Fallaci, a un anno dalla morte mette d'accordo tutti" per annunciare la mostra che è stata organizzata in suo onore a Milano e a Roma.
ciao,
Postato da Auryn